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Uruguagio o uruguaiano?

 

Si dice uruguagio o uruguaiano?

 

Fino all'inizio degli anni '60 del secolo scorso la forma uruguagio era secondaria, praticamente non esisteva. Fu Gianni Brera, giornalista e scrittore di grande cultura, oltre che provocatore intellettuale, dotato di una grande vis polemica, che iniziò a diffonderla ed in un'intervista spiegò che dire uruguaiano era sbagliato, visto che gli uruguaiani dicevano "uruguagio", ed a tale forma sarebbe stato opportuno attenersi. Non ci è dato sapere se lo pensasse davvero o fosse solo una delle sue tante provocazioni, fatto sta che da allora questa forma attecchì rapidamente, tanto che già nel 1965 lo Zanichelli prese questa forma in considerazione, pur classificandola come un ispanismo, e che, dall'inizio di questo secolo, è diventata ormai una forma accettata dalla maggior parte dei dizionari e dei vocabolari.

 

Per curiosità, oltre che per far capire come un uomo solo potesse condizionare la lingua italiana, ricordiamo che a Gianni Brera, oltre ad alcune indimenticabili definizioni dei calciatori di allora (Rivera diventò l'Abatino, Riva Rombo di Tuono, Boninsegna Bonimba, ecc.), si deve buona parte del gergo calcistico attualmente in uso. Parole come centrocampista, forcing, melina, pennellare, palla-gol, pretattica e rifinitura, solo per menzionarne alcune, si videro per la prima volta nei suoi articoli. In pratica aveva un'autorevolezza culturale e professionale tale da riuscire ad imporre facilmente le proprie definizioni ai colleghi.

 

Ritornando alla presunta provocazione di dire "uruguagio" perché così dicono gli uruguaiani, riteniamo che non fosse presunta ma effettivamente tale, perché si tratterebbe di un ragionamento al di fuori di ogni logica. Se fosse vero, per lo stesso principio dovremmo dire "un doicce" (Deutscher) invece di "un tedesco", "un nederlande" (Nederlander) invece di "un olandese", ecc..

 

La forma "uruguagio", indipendentemente da chi la introdusse e perché, è pertanto un grave errore, in quanto è una forma inventata, che va al di là delle necessità di evoluzione della nostra lingua. Chi poi, forse per la troppa voglia di eccedere in 'cultura', scrive "uruguagyo", commette un errore ancora più grave: 1. perché la "Y" nell'alfabeto italiano non esiste (quindi, detto altrimenti, non esiste per parole italiane), e anche se lo stato si scrive Uruguay (parola straniera consolidata in italiano), nelle derivazioni dovrebbe perdere la "y" a favore della "i"; 2. se mai avesse un senso usare una parola perché così dicono nel paese di origine, non andrebbe riportata la "g" in quanto la loro "Y" ha già la funzione del nostro suono "gi". Se poi, però, si scrive "uruguayo" si adopera inutilmente una parola straniera.

 

Dopo "uruguagio" si assistette già all'epoca ad una corsa acritica all'ispanizzazione di tutti i nomi dei popoli sudamericani di lingua spagnola ("brasileiro" ci è stato pertanto risparmiato, almeno quasi sempre...), assumendo ovunque possibile la desinenza "egno" arrivando, addirittura, anche a "equadoregno", fenomeno vasto che trattiamo in alcuni articoli dedicati.

 

Ricapitolando: la forma corretta è solamente "uruguaiano".


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